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CALDO E LAVORO, NEL LAZIO PUÒ SCATTARE LO STOP AL SOLE DALLE 12:30 ALLE 16:00

Free Words — 11 agosto 2026

«L’ORDINANZA REGIONALE È IN VIGORE FINO AL 15 SETTEMBRE. LE REGOLE RIGUARDANO AGRICOLTURA, EDILIZIA, CAVE, MANUTENZIONE DEL VERDE, ALCUNI CANTIERI STRADALI, LOGISTICA DI PIAZZALE E CONSEGNE URBANE. MA IL DIVIETO NON SCATTA AUTOMATICAMENTE OGNI GIORNO, CONTA IL LIVELLO DI RISCHIO INDICATO DA WORKLIMATE».

Quando il caldo diventa un rischio per chi lavora, la sicurezza non può essere considerata un dettaglio. Nel Lazio è in vigore anche per l’estate 2026 il Piano anti-caldo della regione, con misure specifiche per proteggere i lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature. La regola più importante da conoscere è questa:
Nelle giornate in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “ALTO”, il lavoro in condizioni di prolungata esposizione al sole è vietato dalle 12:30 alle 16:00 nei settori interessati dall’ordinanza. Il provvedimento è valido fino al 15 settembre 2026.

CHI È INTERESSATO

La misura riguarda, in particolare:
- Agricoltura e florovivaismo;
- Manutenzione del verde;
- Edilizia;
- Cantieri stradali di manutenzione;
- Attività di sfalcio dell’erba sulle banchine;
- Attività di verifica dei ponti;
- Cave e attività estrattive;
- Logistica di piazzale;
- Consegna di merci in ambito urbano quando effettuata con biciclette o veicoli a motore a due ruote.
L’integrazione firmata dalla Regione Lazio a luglio ha proprio ampliato e specificato l’ambito di applicazione, includendo alcune attività che possono comportare una significativa esposizione al caldo, come la manutenzione delle aree verdi e alcuni lavori stradali.

ATTENZIONE, NON SIGNIFICA CHE OGNI GIORNO SIA VIETATO LAVORARE DALLE 12:30 ALLE 16

Questo è il punto che spesso rischia di essere frainteso: L’ordinanza non stabilisce semplicemente che, per tutta l’estate, nessun lavoratore possa stare al sole tra le 12:30 e le 16:00. Il divieto è collegato alle giornate in cui la mappa di Worklimate indica un livello di rischio ALTO per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa. Worklimate è il sistema previsionale sviluppato nell’ambito della ricerca sul rischio da temperature estreme e permette di consultare mappe di rischio calibrate anche in base al tipo di attività e all’esposizione. L’Inail spiega che il sistema utilizza l’indice WBGT, che considera temperatura, umidità, ventilazione e radiazione solare. In altre parole, non basta guardare il termometro. Il rischio per chi lavora dipende dalle condizioni ambientali e dal tipo di attività svolta.

IL CALDO È UN RISCHIO DI SICUREZZA

La questione non riguarda soltanto il disagio di lavorare sotto il sole. L’esposizione a temperature estreme può avere conseguenze sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori, per questo negli ultimi anni il tema del caldo è entrato sempre più stabilmente nelle politiche di prevenzione. L’Inail, attraverso il progetto Worklimate, ha studiato proprio gli effetti delle temperature estreme sulla salute, sulla sicurezza e sulla produttività nei diversi contesti lavorativi, e il problema non riguarda soltanto chi lavora nei campi:
Un operaio impegnato in un cantiere, un addetto alla manutenzione del verde, un lavoratore che opera in un'area esterna o chi effettua consegne in bicicletta può trovarsi a sostenere uno sforzo fisico importante proprio nelle ore in cui il caldo rappresenta un rischio maggiore.

LA REGIONE: “LA TUTELA DELLA SALUTE PRIMA DI TUTTO”

Presentando il Piano anti-caldo 2026, il presidente della regione Lazio Francesco Rocca ha sottolineato la necessità di proteggere i lavoratori maggiormente esposti alle alte temperature. L’ordinanza prevede inoltre il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e delle istituzioni nel monitoraggio della situazione, con la possibilità di intervenire con ulteriori misure qualora necessario. A luglio, con l’integrazione dell’ordinanza, la Regione ha ribadito che davanti a temperature eccezionali la prevenzione deve coinvolgere imprese e istituzioni.

COSA DEVE SAPERE UN LAVORATORE

La prima cosa è semplice, conoscere le regole: Chi lavora nei settori interessati dovrebbe sapere che l’ordinanza regionale è in vigore fino al 15 settembre e che, nelle giornate classificate a rischio alto da Worklimate, il lavoro in condizioni di prolungata esposizione al sole è vietato nella fascia 12:30-16:00. Ma la prevenzione non si esaurisce nel divieto, la gestione del rischio caldo richiede anche un’organizzazione del lavoro adeguata alle condizioni ambientali e misure di prevenzione capaci di ridurre l’esposizione e lo stress termico, l’obiettivo è quello di capire quando fa troppo caldo e anticipare eventuali malori.

UNA REGOLA CHE VA CONOSCIUTA

Il tema del caldo sul lavoro è destinato a diventare sempre più importante: Temperature elevate, ondate di calore e condizioni meteorologiche estreme non sono più soltanto una questione stagionale, stanno diventando un problema concreto di salute e sicurezza sul lavoro, e per questo una regola come quella introdotta dalla regione Lazio non dovrebbe essere conosciuta soltanto da datori di lavoro, sindacati e addetti alla sicurezza, dovrebbero conoscerla soprattutto i lavoratori, perché la sicurezza sul lavoro comincia anche dalla consapevolezza dei propri diritti e dei rischi ai quali si è esposti.
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Editoriale di

Ludovico Zonfrilli

Direttore Responsabile
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