FREE WORDS

Voce libera, il lavoro al centro.

IL RESPONSABILE DI ALFA ROMEO E MASERATI SANTO FICILI RASSICURA: “CASSINO AVRÀ CONTINUITÀ”

Free Words — 13 settembre 2026

«Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: Servono tempi certi, investimenti, nuovi programmi e un piano a breve termine capace di rilanciare la produzione e ridurre il ricorso ai CDS».

Le parole pronunciate da Santo Ficili, responsabile di Alfa Romeo e Maserati, rappresentano un elemento importante nel dibattito sul futuro dello stabilimento Stellantis di Cassino. Parlando al Salone Auto Torino, Ficili ha definito Cassino uno stabilimento importante per Alfa Romeo e ha affermato che, per lo stabilimento ciociaro, la continuità produttiva è garantita. Ha inoltre confermato che il futuro di Alfa Romeo è già tracciato sul piano dello sviluppo prodotto e indicato nuovi programmi per il marchio, tra cui un nuovo C-SUV previsto nella prima parte del 2028 e, successivamente, una nuova Giulietta. È una dichiarazione che va accolta con attenzione: Per chi vive quotidianamente le difficoltà dello stabilimento e per un territorio che da anni guarda con preoccupazione all'evoluzione dell'automotive, sapere che la continuità di Cassino viene ribadita ai massimi livelli del management dei due marchi che hanno nel sito uno dei loro principali punti produttivi è certamente importante, ma proprio perché parliamo del futuro di Cassino, adesso dobbiamo compiere un passo ulteriore....
Dalle parole bisogna passare ai fatti.
La continuità di uno stabilimento industriale non può essere considerata soltanto come la sua permanenza all'interno del perimetro produttivo di Stellantis, la parola continuità deve essere accompagnata da produzione, investimenti, nuovi modelli, saturazione degli impianti e, soprattutto, lavoro, ed è su questo terreno che sarà necessario misurare le prossime decisioni.

IL FUTURO NON PUÒ ESSERE SOLTANTO 2028

Il calendario dei nuovi prodotti rappresenta una prospettiva importante, ma non possiamo permetterci di guardare soltanto a ciò che accadrà tra qualche anno. Cassino deve attraversare il periodo che ci separa dai nuovi programmi, questo vuol dire affrontare il problema della produzione attuale e dell'utilizzo degli impianti. Le difficoltà degli ultimi tempi sono sotto gli occhi di tutti: Gli utimi due anni sono stati caratterizzati da fatto che le giornate di CDS hanno largamente superato le giornate di lavoro, per effetto di tutti i problemi che ormai conosciamo bene, gli stessi che abbiamo largamente dibattuto all'interno di Free Words. Serve quindi un piano industriale a breve termine, capace di accompagnare Cassino verso il futuro e, contemporaneamente, di intervenire sulle difficoltà del presente. La richiesta deve essere chiara:
Aumentare progressivamente la produzione, utilizzare maggiormente la capacità dello stabilimento e ridurre in tempi brevi il ricorso alla Contratto di Solidarietà.
Non si tratta di contrapporre il presente al futuro, al contrario, significa creare le condizioni perché il futuro annunciato possa arrivare con uno stabilimento più forte, con competenze valorizzate e con un livello occupazionale adeguato alle nuove prospettive industriali.

SERVONO TEMPI, NON SOLTANTO ANNUNCI

Nel corso dei mesi sono arrivate diverse indicazioni positive sul futuro di Cassino. Stellantis ha confermato l'impegno sullo stabilimento e ha indicato il sito come uno degli impianti italiani destinati alla produzione di vetture di fascia medio-alta e lusso. Sono state inoltre indicate nuove produzioni e il lavoro su possibili partnership legate al futuro di Maserati. Anche la Fim-Cisl, in linea con la posizione di Free Words, nelle proprie richieste al piano industriale Stellantis, ha posto con chiarezza il problema della necessità di una iniziativa produttiva immediata capace di saturare l'attuale occupazione nell'attesa dei nuovi lanci, insieme a un piano di risalita occupazionale coerente con la tempistica delle nuove attività. È esattamente questo il punto, non basta sapere che un prodotto arriverà, dobbiamo conoscere quando arriverà, quali investimenti richiederà, quali volumi potrà generare e quale ricaduta avrà sull'occupazione, perché ogni fermo produttivo ha conseguenze sulle lavoratrici e sui lavoratori, sulle loro famiglie e sull'intero indotto.

CASSINO NON HA BISOGNO DI ALLARMISMI, MA DI RESPONSABILITÀ

C'è poi un altro tema sul quale vale la pena essere molto chiari.
Assistiamo troppo spesso ad una narrazione nella quale ogni fermata produttiva di Cassino viene immediatamente trasformata in una nuova sentenza sul destino dello stabilimento. Le fermate, i bassi volumi e il ricorso alla CDS sono problemi reali e vanno affrontati, nasconderli sarebbe sbagliato, ma altrettanto sbagliato è trasformare ogni difficoltà produttiva nell'annuncio dell'imminente fine di Cassino.
Tra minimizzare i problemi e alimentare continuamente l'allarmismo esiste una terza strada, analizzare i fatti, incalzare l'azienda e costruire una prospettiva industriale.
È quella che serve al territorio, l'industria non si difende attraverso gli slogan e nemmeno attraverso le paure alimentate a ogni fermata, si difende attraverso la capacità di leggere i problemi, chiedere risposte e costruire soluzioni, proprio per questo che le parole di Ficili sono importanti, ma non possono essere il punto di arrivo, devono essere il punto di partenza.

DALLE RASSICURAZIONI A UN NUOVO CICLO INDUSTRIALE

Cassino possiede competenze, professionalità, infrastrutture e una storia industriale che non possono essere disperse. Lo stabilimento ha attraversato trasformazioni profonde e oggi deve affrontare una nuova fase, nella quale Alfa Romeo e Maserati possono continuare a rappresentare il cuore della sua vocazione produttiva. La sfida è fare in modo che questa vocazione trovi una traduzione concreta nei programmi industriali. Servono nuovi prodotti, adeguati, investimenti e tempi certi. Serve soprattutto una strategia che non lasci un vuoto tra la situazione produttiva attuale e l'arrivo dei nuovi programmi, per questo è necessario continuare a chiedere a Stellantis un piano a breve termine, capace di utilizzare ogni opportunità produttiva disponibile per ridurre il ricorso ai CDS e restituire progressivamente maggiore continuità lavorativa. Contemporaneamente, occorre pretendere chiarezza sui nuovi modelli e sui tempi della loro realizzazione, perché il futuro di Cassino non può essere soltanto annunciato, deve essere costruito. La dichiarazione di Santo Ficili è dunque una buona notizia, adesso è il momento di verificare quanto quelle parole sapranno tradursi in decisioni industriali concrete.
Cassino non chiede rassicurazioni indefinite, chiede un progetto, tempi certi e lavoro.
Soprattutto chiede che il periodo che ci separa dai nuovi programmi non venga semplicemente gestito attraverso gli ammortizzatori sociali, chiede che quel periodo diventi una fase nella quale costruire concretamente il rilancio dello stabilimento, perché se la continuità è garantita, come afferma Ficili, la prossima domanda è inevitabile:
Quando la parola continuità si tramuterà in lavoro?

Fonti
per la ricostruzione delle dichiarazioni di Santo Ficili e delle prospettive di Alfa Romeo e dello stabilimento di Cassino sono state consultate ANSA, con le dichiarazioni rilasciate da Ficili al Salone Auto Torino dell’11 settembre 2026; Stellantis, per il contesto relativo alla presenza dei marchi al Salone Auto Torino; ANSA e RaiNews, per le precedenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa sul futuro di Cassino, sul piano Maserati e sulle possibili partnership; FIM-CISL, per i dati sulla produzione e sulla situazione occupazionale dello stabilimento; Quattroruote, per il quadro industriale delineato da Filosa e le prospettive produttive di Cassino. Le informazioni sono state utilizzate distinguendo le dichiarazioni dei manager dai dati produttivi e dal contesto industriale già documentato.
Editoriale di

Ludovico Zonfrilli

Direttore Responsabile
FREE WORDS