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IL LAZIO CRESCE, IL CASSINATE RALLENTA: È TEMPO DI
CAMBIARE LA POLITICA INDUSTRIALE DEL TERRITORIO

Free Words — 18 agosto 2026

«MENTRE IL LAZIO ACCELERA GRAZIE A EXPORT, FARMACEUTICA, DIGITALE, AEROSPAZIO E NUOVI INVESTIMENTI, IL CASSINATE RESTA TROPPO LEGATO ALL’AUTOMOTIVE. SERVE UNA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE CAPACE DI ATTRARRE INVESTIMENTI, CREARE NUOVE FILIERE E GARANTIRE UN FUTURO AL TERRITORIO».

C'è una contraddizione che il cassinate non può più permettersi di ignorare:
Da una parte c'è un Lazio che cresce, diversifica il proprio sistema produttivo e rafforza la presenza sui mercati internazionali, dall'altra c'è un territorio che continua a dipendere in misura enorme dalle sorti di una sola grande filiera industriale. I numeri regionali sono chiari, nel 2025 il PIL del Lazio è cresciuto del 2%, sostenuto anche dalla buona performance della manifattura e delle costruzioni, è un risultato nettamente superiore alla crescita nazionale. Anche l'export racconta una regione dinamica:
Nel 2025 le esportazioni del Lazio sono aumentate del 9,6%, con una crescita particolarmente significativa della farmaceutica e buone performance anche dell'aerospazio e della metallurgia. Non è una crescita costruita intorno a un solo comparto, è il risultato di un sistema produttivo che sta puntando su farmaceutica, aerospazio, digitale, cleantech, servizi avanzati e innovazione, insieme ai settori industriali tradizionali, ed è proprio qui che il confronto con il cassinate diventa inevitabile.

IL PROBLEMA NON È STELLANTIS, È LA DIPENDENZA CHE GENERA

Stellantis rimane una risorsa industriale fondamentale per il territorio. Difendere lo stabilimento di Piedimonte San Germano e il suo indotto significa difendere migliaia di posti di lavoro, competenze e una parte essenziale dell'economia provinciale, ma proprio per questo la situazione attuale deve far riflettere. Dal 17 al 31 agosto lo stabilimento è nuovamente fermo, lo stop interessa lastratura, verniciatura, montaggio e i reparti collegati. I sindacati hanno chiarito che non si tratta semplicemente di ferie, ma di una fermata legata all'insufficienza dei volumi produttivi. Questo è il punto;
Quando la produzione rallenta, le conseguenze non rimangono dentro la fabbrica, si ripercuotono sull'indotto, sulla logistica, sui servizi, sul commercio e, più in generale, sull'economia di un intero territorio. Per decenni l'automotive ha rappresentato la colonna portante dell'economia del cassinate, oggi la stessa rappresenta una vulnerabilità per questo territorio la cui industria è fortemente condizionata dalla multinazionale dell'auto.
Non possiamo confondere la difesa di Stellantis con la rinuncia a costruire un'economia territoriale più diversificata,
le due cose devono procedere insieme.

IL LAZIO HA SCELTO LA DIVERSIFICAZIONE, NEL CASSINATE BISOGNA FARE ALTRETTANTO

Il dato regionale dovrebbe diventare un'occasione di riflessione politica.
Il Lazio sta cercando di rafforzare filiere diverse e ad alto valore aggiunto, la regione ha individuato come settori strategici Aerospazio, Biotech & Pharma, Cleantech e Digitale, destinando risorse anche all'internazionalizzazione e all'attrazione di investimenti. La farmaceutica, in particolare, rappresenta una delle principali locomotive dell'economia regionale, nel 2025 ha generato circa metà dell'export laziale, mentre l'aerospazio si è confermato il secondo comparto per vendite all'estero.
La domanda allora diventa inevitabile:
Quanto di questa trasformazione sta arrivando nel cassinate?

NON SERVE ABBANDONARE L'AUTOMOTIVE. SERVE AFFIANCARGLI ALTRO

Diversificare non significa indebolire Stellantis, vuol dire costruire intorno all'automotive nuove opportunità industriali. Il cassinate possiede competenze, infrastrutture, professionalità e una tradizione manifatturiera che potrebbero essere utilizzate per attrarre nuovi investimenti:
Meccanica avanzata, componentistica, automazione, energia, logistica, aerospazio, tecnologie digitali, intelligenza artificiale applicata alla produzione e nuove filiere legate alla transizione industriale. Non tutto può arrivare domani, ma qualcuno deve iniziare a costruire le condizioni perché possa arrivare nei prossimi anni, perché un territorio industriale competitivo non può limitarsi ad aspettare il prossimo modello assegnato a una grande multinazionale,
deve essere capace di attrarre più imprese, più investimenti e più competenze.

DOV'È LA POLITICA INDUSTRIALE DEL CASSINATE?

È questa la domanda che diventa sempre più difficile evitare.
Non basta intervenire quando arriva una crisi, non basta convocare un tavolo quando una fabbrica si ferma, non basta difendere ciò che già esiste, serve una strategia territoriale. Una politica industriale capace di mettere allo stesso tavolo istituzioni, imprese, università, organizzazioni sindacali e sistema della formazione. Bisogna individuare le aree disponibili, semplificare gli insediamenti, promuovere il territorio, intercettare finanziamenti e costruire una vera politica di attrazione degli investimenti. Soprattutto bisogna decidere quale industria vogliamo avere nel cassinate tra dieci anni, questa domanda non può essere lasciata esclusivamente alle multinazionali.

NON E' PIU' TEMPO SOLO DELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE

Per troppo tempo il territorio ha affrontato le proprie crisi industriali una alla volta, oggi serve un cambio di prospettiva. La crisi dell'automotive deve diventare anche l'occasione per ripensare il modello produttivo del cassinate, non per rinunciare a Stellantis e mettere in discussione il valore dell'automotive, bensì per evitare che il destino economico di un'intera area continui a dipendere quasi esclusivamente dalle decisioni di un singolo gruppo industriale. Il Lazio sta dimostrando che crescita e diversificazione possono andare insieme, il cassinate deve decidere se vuole limitarsi ad assistere a questa trasformazione oppure diventare protagonista. Per farlo serve una politica locale più presente, più ambiziosa e più volenterosa, capace di andare oltre l'emergenza e di progettare il futuro, perché il vero obiettivo non è soltanto salvare la fabbrica quando entra in crisi, è costruire un territorio abbastanza forte e diversificato, capace di creare lavoro nonostante tutto, questa è la vera sfida industriale del cassinate.

Editoriale di

Ludovico Zonfrilli

Direttore Responsabile
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