FREE WORDS

Voce libera, il lavoro al centro.

Stellantis Cassino, il 3 marzo l’attivo unitario: il sindacato chiama il territorio alla responsabilità.

Ludovico Zonfrilli — Free Words — 19 febbraio 2026

«Dall’attivo unitario del 3 marzo parte la richiesta di chiarezza industriale: lavoratori e delegati chiedono a Stellantis un piano concreto per Cassino e per tutto l’indotto del Basso Lazio».

Il 3 marzo a Cassino non sarà una data qualunque. All’Edra Palace Hotel si riunirà l’attivo unitario dei delegati RSU e RSA dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e di tutte le aziende dell’indotto. Una convocazione che segna un passaggio politico preciso: il sindacato sceglie di non restare in attesa. FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL, FISMIC e UGLM hanno deciso di sedersi allo stesso tavolo per analizzare la situazione produttiva e definire le iniziative da mettere in campo nelle prossime settimane. Non un gesto simbolico, ma un atto di responsabilità collettiva in un momento in cui l’incertezza industriale pesa su migliaia di famiglie.

Un segnale chiaro: l’unità viene prima delle bandiere

In una fase in cui lo stabilimento di Cassino vive rallentamenti produttivi e l’indotto subisce contrazioni sempre più evidenti, l’unità sindacale rappresenta un messaggio forte. Quando le sigle si muovono insieme, significa che la vertenza ha superato il livello ordinario. Il 3 marzo non sarà solo un momento di analisi. Sarà l’avvio di una fase nuova, in cui il protagonismo dei lavoratori torna al centro della scena.

Non solo difesa, ma richiesta di visione industriale

La mobilitazione nasce da un’esigenza precisa: ottenere chiarezza sulle prospettive produttive del sito di Cassino e sulle strategie del gruppo Stellantis. Non bastano più rassicurazioni generiche. Servono volumi, modelli, investimenti, tempi certi. Il sindacato lo sa: senza una politica industriale nazionale sull’automotive, Cassino rischia di restare ostaggio delle scelte globali. Per questo l’attivo unitario assume un valore che va oltre la fabbrica: è una richiesta pubblica di responsabilità a istituzioni, azienda e politica.

Il territorio non può restare spettatore

Le parole di esponenti politici locali che parlano di “sistema che si sgretola” fotografano un disagio reale. Ma le dichiarazioni non bastano. Il 3 marzo il sindacato prova a trasformare la preoccupazione in iniziativa concreta. La vertenza Stellantis riguarda l’intero Basso Lazio. Riguarda l’indotto, i servizi, le famiglie, il commercio. Riguarda una generazione di lavoratori che ha costruito uno dei poli industriali più importanti del Centro Italia.

La posta in gioco

Non è solo la difesa di posti di lavoro. È la difesa di un modello produttivo che tiene insieme industria, competenze e territorio. Il 3 marzo a Cassino il sindacato prova a rimettere ordine nel caos. A chiedere chiarezza. A rivendicare futuro. E soprattutto a ricordare che senza industria non c’è comunità.