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DENSO, CROLLANO I VOLUMI:
A RISCHIO IL FUTURO DEL SITO DI PIEDIMONTE SAN GERMANO

Free Words — 2 ottobre 2026

«L’azienda ha comunicato una drastica riduzione della produzione e ha annunciato la mobilità con criterio di non opposizione per 16 lavoratori su 46. Il contratto di solidarietà scadrà a fine anno e il futuro dello stabilimento resta incerto. Esposito della FIM-CISL: «Il contesto, alla luce dei dati dichiarati, è a dir poco preoccupante». Nuovo confronto tra azienda e sindacati il 26 novembre».

La situazione della DENSO Thermal Systems di Piedimonte San Germano torna nuovamente sotto i riflettori, e questa volta i numeri comunicati dall’azienda al tavolo con le organizzazioni sindacali delineano un quadro particolarmente pesante. Nell’incontro che si è svolto ieri tra il management dello stabilimento e le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM e FISMIC, l’azienda ha comunicato una drastica diminuzione dei volumi produttivi, un dato che riapre con forza la questione del futuro dello stabilimento e dell’occupazione. DENSO Thermal Systems opera nel settore dei sistemi termici per l’automotive e il sito di Cassino, ufficialmente indicato dall’azienda come stabilimento produttivo in provincia di Frosinone, è collocato all’interno del perimetro industriale di Piedimonte San Germano.

UNA PRODUZIONE LEGATA A STELLANTIS E ALL’INDOTTO AUTOMOTIVE

Il sito DENSO di Piedimonte è oggi fortemente legato alle dinamiche produttive dell’automotive e, in particolare, a quelle di Stellantis Cassino. La produzione attuale riguarda componenti destinati allo stabilimento cassinate: DENSO realizza inoltre alcuni particolari destinati alla Panda prodotta a Pomigliano e altre produzioni esportate in Messico. Oggi queste produzioni risultano fortemente ridimensionate, principalmente a causa dei volumi molto bassi di Stellantis Cassino, ma anche per la riduzione di altre commesse come il Messico che, ad oggi risulta sospesa fino a fine novembre. Il tema diventa ancora più serio quando alla riduzione dell’attività produttiva si accompagna conseguente riduzione dell’occupazione….

16 LAVORATORI SU 46: OLTRE UN TERZO DELL’ORGANICO

l dato più pesante emerso dal confronto riguarda infatti i lavoratori.
L’azienda ha comunicato la mobilità con criterio di non opposizione per 16 dipendenti su 46, parliamo di circa il 34,8% dell’organico complessivo, praticamente un lavoratore su tre. Sono numeri che danno immediatamente la misura della gravità della situazione:
Non siamo di fronte a una semplice riorganizzazione marginale, la decisione annunciata dall’azienda interviene su una parte consistente dell’organico di uno stabilimento che negli ultimi anni ha già dovuto fare i conti con il progressivo ridimensionamento dei volumi dell’automotive. Già nel 2025 DENSO era arrivata a un accordo con le organizzazioni sindacali per scongiurare la chiusura del sito, dopo il crollo delle produzioni di Giulia e Stelvio e il mancato avvio di una nuova attività collegata alla Fiat 500. In quell'occasione erano state annunciate nuove lavorazioni e un calendario di incontri per monitorare l'evoluzione industriale dello stabilimento

IL CONTRATTO DI SOLIDARIETÀ SCADRÀ A FINE ANNO

C'è poi un'altra questione che rende ancora più delicato il momento.
Lo stabilimento è interessato da un contratto di solidarietà, uno strumento che ha consentito di affrontare negli ultimi anni le difficoltà legate alla riduzione dei volumi. La documentazione del Ministero del Lavoro conferma il ricorso agli ammortizzatori sociali per l'unità produttiva di Piedimonte San Germano, ma il contratto di solidarietà scadrà alla fine dell'anno, ed è proprio questo il punto che rischia di rendere ancora più drammatica la situazione.

LE SORTI SARANNO CHIARE ENTRO LA FINE DELL’ANNO

Se i volumi resteranno quelli comunicati oggi dall’azienda e non arriveranno nuove produzioni, dopo il 31 dicembre il futuro del sito di Piedimonte San Germano potrebbe essere seriamente messo in discussione. Non si tratta più soltanto di capire quanti lavoratori potranno essere coinvolti dalla mobilità, la questione è molto più grande:
Cosa accadrà in DENSO quando terminerà il contratto di solidarietà? Perché 16 lavoratori su 46 rappresentano già un impatto occupazionale enorme, se alla riduzione dell'organico si aggiungesse l'assenza di nuovi volumi, il problema potrebbe trasformarsi in qualcosa di ancora più grave:
Senza nuove commesse, senza un recupero significativo della produzione e senza una prospettiva industriale concreta, il rischio è che venga messa in discussione la stessa continuità produttiva del sito, e quando si mette in discussione la continuità produttiva di una fabbrica, inevitabilmente entra in campo anche lo spettro della chiusura. Non è una decisione che l’azienda ha annunciato durante l'incotro, ma è un rischio che non può essere ignorato davanti ai dati comunicati al tavolo.

ESPOSITO: «SERVONO CRITERI PER SALVAGUARDARE L’OCCUPAZIONE»

All’incontro ha partecipato anche Francesco Esposito, segretario provinciale della FIM-CISL di Frosinone, che abbiamo raggiunto per raccogliere la posizione del sindacato.
Esposito ha dichiarato a Free Words:
«Il contesto, alla luce dei dati dichiarati, è a dir poco preoccupante, abbiamo chiesto un ulteriore incontro all’azienda per definire dei criteri che possano salvaguardare l’occupazione, ci vedremo nuovamente il 26 novembre e, per quella data, auspichiamo di trovare un’azienda più aperta e con proposte concrete». Una posizione che mette al centro due questioni, la salvaguardia dei posti di lavoro e la necessità di costruire una prospettiva industriale per lo stabilimento. Il confronto sindacale, quindi, non si fermerà alla comunicazione degli esuberi. .

IL 26 NOVEMBRE IL PROSSIMO CONFRONTO

Azienda e organizzazioni sindacali torneranno a incontrarsi il 26 novembre, sarà un appuntamento particolarmente importante perché arriverà a poche settimane dalla scadenza del contratto di solidarietà. I sindacati hanno chiesto di discutere criteri che possano limitare l'impatto occupazionale e salvaguardare il maggior numero possibile di lavoratori, ma serviranno anche risposte sul piano industriale:
Quali produzioni resteranno a Piedimonte?
Quali volumi sono previsti? Esistono nuove commesse all'orizzonte?
E soprattutto:
Quale ruolo avrà DENSO nel futuro dell'automotive del Cassinate?
Sono queste le domande alle quali l'azienda dovrà dare risposte concrete.

NON È SOLO UNA VERTENZA DENSO

La vicenda del sito di Piedimonte non può essere considerata isolatamente.
DENSO è una parte della filiera industriale che ruota intorno a Stellantis Cassino, quando i volumi del costruttore diminuiscono, gli effetti si trasferiscono inevitabilmente anche sulle aziende dell'indotto. Lo abbiamo già visto nel 2025, quando la riduzione delle produzioni di Giulia e Stelvio aveva portato DENSO a un passo dal rischio di dismissione del sito, poi scongiurato attraverso l'accordo sindacale e l'impegno dell'azienda a introdurre nuove attività. Oggi quella prospettiva torna drammaticamente in discussione, la differenza è che questa volta il tempo è ancora più stretto:
A fine anno scadrà il contratto di solidarietà, nel frattempo, 16 lavoratori su 46 sono già interessati dalla mobilità con criterio di non opposizione e alcune produzioni sono ferme da mesi.

IL TEMPO DELLE RISPOSTE È ADESSO

La vertenza DENSO arriva quindi a un passaggio cruciale.
Il 26 novembre non basterà semplicemente registrare l'andamento dei volumi, serviranno risposte sul futuro, perché una riduzione dell'organico è già una conseguenza pesante, ma perdere progressivamente la funzione produttiva di uno stabilimento e arrivare a mettere in discussione la sua stessa permanenza sul territorio sarebbe un'altra cosa. Per Piedimonte San Germano, per i lavoratori DENSO e per tutto l'indotto automotive del Cassinate, la posta in gioco è chiaramente alta, le sorti dello sito, alla luce della scadenza del contratto di solidarietà e dell'attuale livello dei volumi, saranno molto più chiare entro la fine dell'anno.

Fonti
Fonti principali DENSO Thermal Systems S.p.A.  sito ufficiale DENSO identifica il sito di Cassino, in provincia di Frosinone, tra gli stabilimenti produttivi di DENSO Thermal Systems, attiva nella produzione e assemblaggio di sistemi di climatizzazione e moduli di raffreddamento per lautomotive. Denso FIM-CISL Frosinone  scheda aziendale DENSO La FIM-CISL indica la presenza di DENSO nel sito Stellantis di Piedimonte San Germano e descrive le attivit di assemblaggio e sequenziamento dei moduli di raffreddamento motore e dei gruppi HVAC. FIM-CISL Frosinone FIM-CISL Frosinone  organigramma La pagina ufficiale della FIM-CISL identifica Francesco Esposito come Segretario Provinciale e gli attribuisce, tra le altre competenze, il settore autoveicoli, veicoli industriali e componentistica. FIM-CISL Frosinone Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Documentazione ministeriale relativa agli interventi di integrazione salariale e agli ammortizzatori sociali applicati alle attivit presenti nel sito di Piedimonte San Germano. Ministero del Lavoro FrosinoneToday  15 maggio 2025 Ricostruzione della precedente vertenza DENSO, quando la riduzione delle produzioni di Giulia e Stelvio aveva messo a rischio i posti di lavoro. L'accordo raggiunto nel maggio 2025 aveva escluso la chiusura del sito e previsto l'introduzione di nuove attivit produttive. frosinonetoday.it ANSA  14 maggio 2025 Conferma dell'accordo raggiunto tra azienda e organizzazioni sindacali nel 2025 e dell'impegno all'introduzione di nuove lavorazioni per garantire prospettive al sito. ANSA.it INFORMAZIONI RACCOLTE DIRETTAMENTE DA FREE WORDS Le informazioni relative all'incontro odierno tra il management DENSO e le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM e FISMIC sono state raccolte direttamente da Free Words. In particolare, sono riferiti direttamente all'incontro del 1 ottobre 2026: • la drastica diminuzione dei volumi comunicata dall'azienda; • le produzioni attualmente destinate a Stellantis Cassino; • le produzioni destinate a Pomigliano; • la sospensione delle produzioni destinate al Messico, confermata fino alla fine di novembre; • la scadenza del contratto di solidariet alla fine dell'anno; • la comunicazione della mobilit con criterio di non opposizione per 16 lavoratori su 46; • la richiesta sindacale di individuare criteri per salvaguardare l'occupazione; • il nuovo incontro fissato per il 26 novembre 2026; • la dichiarazione rilasciata a Free Words da Francesco Esposito, segretario provinciale della FIM-CISL di Frosinone, riportata nell'articolo.
Editoriale di

Ludovico Zonfrilli

Direttore Responsabile
FREE WORDS