CASSINO NON SI TOCCA"
E' IL RUGGITO DEGLI OPERAI E DI TUTTO IL TERRITORTIO DEL CASSINATE!
«SLOGAN, RABBIA E DIGNITA': 4000 IN PIAZZA IERI A CASSINO CONTRO IL DECLINO DELLO STABILIMENTO STELLANTIS, SERVONO MISURE URGENTI PER IL RILANCIO DEL SITO PRODUTTIVO DI CASSINO E DELL'INTERO TERRITORIO».
Cassino non si tocca”.
Lo gridano.
Lo ripetono.
Lo scandiscono.
È un coro.
Ma è anche una linea.
Un confine che questo territorio non è disposto a far superare.
Quattromila persone in strada.
Operai, famiglie, cittadini.
Un’unica voce.
“Cassino non si tocca”.
Ancora.
Più forte.
Perché qui non si difende solo un posto di lavoro.
Si difende un’identità.
Lo stabilimento Stellantis è stato per anni il volano dell’economia, il motore vero,quello che teneva in piedi tutto:
-Indotto.
-Commercio.
-Servizi.
-Vita.
Oggi quel motore è in affanno:
-Produzione ai minimi storici.
-Linee quasi ferme.
-Futuro incerto.
E allora quel coro diventa qualcosa di più.
“Cassino non si tocca”.
È rabbia.
È paura.
È resistenza.
Una mobilitazione unitaria, rara, totale.
Tutte insieme le sigle: FIM, FIOM, UILM, FISMIC, UGL.
Con i loro riferimenti nazionali:
-Ferdinando Uliano
-Michele De Palma
-Rocco Palombella
-Sara Rinaudo
-Antonio Spera
Sigle diverse ma un solo messaggio.
Cassino non si tocca!
Perché quando si ferma questa fabbrica, si ferma tutto il resto, e oggi quel rischio non è più lontano.
È qui,
dentro i numeri,
dentro una produzione che non basta più a sostenere un territorio intero.
In mezzo alla piazza, la voce di FERDINANDO ULIANO rompe il coro e lo rende ancora più chiaro:
“Siamo in piazza per dire alla comunità, governo e a Stellantis che c’è la necessità di dare risposte concrete a questo territorio. Questo territorio è caratterizzato di mancanza di impegni ormai da otto anni. Gli ultimi investimenti li abbiamo visti quando sono state lanciate Stelvio e Giulia, da allora solo promesse e non ci sono fatti. Oggi non abbiamo nessuna assegnazione di nuovi modelli a questo stabilimento. Diventa necessario per salvare questo stabilimento, come gli altri in Italia, che il piano di Filosa, quello del 21 maggio del 2026, sia pieno di contenuti. Il governo si deve dare una svegliata, non è possibile che non vengano assegnati fondi, risorse e politiche industriali per un settore strategico come quello dell’auto. Oggi vediamo solo interventi sul fronte della difesa. Qui servono investimenti, servono risposte anche da parte dell’Europa. I lavoratori attendono risposte, il territorio attende risposte concrete, non si può impoverirlo dal punto di vista economico e sociale. Qua c’è il futuro da garantire, da mantenere alle giovani generazioni e alle loro famiglie e quindi noi siamo forti e determinati a pretendere risposte concrete”.
E allora il punto è questo.
La politica può ancora scegliere.
Ascoltare quel coro.
Oppure ignorarlo.
Ma deve sapere una cosa.
Quel “Cassino non si tocca” non è solo uno slogan, è il monito di un intero territorio!