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PRESADIRETTA A CASSINO: UNA FABBRICA, UN TERRITORIO, LA SFIDA DELL’INDUSTRIA ITALIANA

Free Words — 21 settembre 2026

«Il reportage di Rai 3 parte dallo stabilimento Stellantis di Cassino per raccontare la crisi dell’automotive. Ma dietro la difficoltà di una fabbrica c’è una questione più grande: Quale futuro vuole costruire l’Italia per la propria industria, il lavoro e i territori»?

Domenica sera Cassino è entrata nelle case degli italiani.
Il reportage di PresaDiretta, dedicato al confronto tra Italia e Spagna, è partito dallo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano per raccontare una delle questioni più delicate dell’economia italiana: la difficoltà della grande industria manifatturiera e le conseguenze che questa produce sul lavoro e sui territori.
La scelta di partire da Cassino non è casuale.
Per decenni lo stabilimento è stato uno dei simboli della grande industria automobilistica italiana. Oggi, invece, è alle prese con una produzione fortemente ridotta, il ricorso agli ammortizzatori sociali e una prospettiva industriale che, nonostante le garanzie sulla continuità del sito, deve ancora tradursi in un quadro produttivo sufficientemente chiaro. Secondo la descrizione ufficiale del reportage di RaiPlay, nello stabilimento oggi opera un solo turno e gli operai sono 1.738, contro i circa 4.000 indicati come riferimento precedente dalla stessa trasmissione. PresaDiretta racconta inoltre le ripercussioni della crisi sull’indotto, sul commercio e sulle prospettive dei giovani del territorio. Sono numeri e valutazioni che vanno attribuiti alla trasmissione, ma il problema che rappresentano è reale e riguarda una questione molto più grande della singola fabbrica.

QUANDO LA CRISI ESCE DAI CANCELLI

Una fabbrica come quella di Cassino non è un corpo isolato, intorno allo stabilimento si è sviluppato negli anni un sistema composto da fornitori, imprese di servizi, logistica, commercio e professionalità specializzate. Quando i volumi produttivi diminuiscono, quindi, l'effetto non rimane necessariamente confinato alla linea di montaggio, è questo uno degli aspetti più importanti emersi dal reportage. La crisi industriale diventa crisi territoriale quando diminuiscono le ore lavorate, si riducono i redditi, le imprese dell'indotto vedono contrarsi le commesse e i giovani iniziano a considerare sempre meno possibile costruire il proprio futuro nel territorio in cui sono nati. Per questo parlare di Cassino significa parlare anche di lavoro, formazione, competenze e futuro del territorio.
L'ITIS Majorana, coinvolto nel reportage, rappresenta simbolicamente proprio questo passaggio: La crisi della grande fabbrica non riguarda soltanto chi oggi lavora nello stabilimento, ma anche chi sta studiando e dovrebbe trovare domani un'opportunità professionale sul territorio.

IL PROBLEMA NON È SOLTANTO STELLANTIS

Qui comincia la parte più importante della discussione.
Sarebbe troppo semplice fermarsi alla domanda:
Che cosa produrrà Stellantis a Cassino?
È una domanda fondamentale, certamente.
Il futuro dello stabilimento deve essere chiarito, servono prodotti, volumi, investimenti e prospettive occupazionali. Ma il destino industriale del Cassinate non può dipendere esclusivamente dalla capacità di una singola azienda di garantire, anno dopo anno, la piena utilizzazione dello stabilimento. L'intero sistema industriale sta cambiando, l'automotive europeo sta attraversando una trasformazione tecnologica e industriale profonda. E la competizione non riguarda più soltanto i costruttori automobilistici: Coinvolge batterie, semiconduttori, software, elettronica, energia, materie prime, componentistica e capacità di innovazione. È una trasformazione che può creare nuove opportunità, ma che può anche produrre perdita di capacità produttiva e occupazione se non viene accompagnata da investimenti e politiche industriali adeguate.

CASSINO AVEVA GIÀ UNA PROSPETTIVA INDUSTRIALE

È importante ricordare un elemento spesso dimenticato.
Nel marzo 2023 Stellantis annunciò ufficialmente l'assegnazione a Cassino della piattaforma STLA Large, destinata a veicoli di nuova generazione e concepita anche per l'elettrificazione. All'epoca lo stabilimento produceva Giulia, Stelvio e Maserati Grecale. Ancora prima, nel piano Italia presentato nel dicembre 2024, il MIMIT aveva indicato per Cassino la produzione di tre nuovi modelli sulla STLA Large: La nuova Stelvio dal 2025, la nuova Giulia dal 2026 e successivamente una nuova vettura top di gamma, quel quadro, però, è stato successivamente modificato. Nel nuovo piano strategico Stellantis presentato nel 2026, il futuro di alcuni prodotti italiani è stato ridisegnato e per Cassino rimangono ancora elementi da chiarire. Il MIMIT, già nel maggio scorso, aveva evidenziato la necessità di fare chiarezza sulle prospettive produttive e occupazionali del sito.
Questo è il punto da cui partire oggi,
Non dalla nostalgia per ciò che Cassino è stata, ma da ciò che Cassino può ancora diventare.

LA QUESTIONE NAZIONALE

Ed è qui che il caso Cassino diventa una questione italiana.
La stessa puntata di PresaDiretta ha costruito il confronto con la Spagna mettendo al centro crescita, occupazione, investimenti industriali ed energia. La trasmissione ha scelto quindi di utilizzare Cassino non semplicemente come storia aziendale, ma come punto di osservazione sulla diversa traiettoria dei due sistemi economici. Il confronto va naturalmente letto con prudenza: Italia e Spagna hanno strutture economiche, specializzazioni produttive e condizioni differenti. Ma una domanda rimane;
Perché alcuni territori riescono ad attrarre nuovi investimenti industriali mentre altri rischiano di perdere progressivamente produzione e occupazione?
La risposta non può essere ricondotta a un unico fattore:
Servono infrastrutture
Serve energia competitiva
Servono formazione e competenze
Servono ricerca e innovazione
Serve una filiera industriale forte
Serve capacità di attrarre capitali
Serve una politica industriale capace di accompagnare le imprese nella trasformazione tecnologica.
Il tema non è soltanto quanto lo Stato debba spendere, ma come le risorse pubbliche possano diventare investimenti produttivi, innovazione e occupazione stabile. Il Governo ha già previsto strumenti specifici per la filiera automotive: nel maggio 2026 il MIMIT ha sbloccato 1,343 miliardi di euro destinati a investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione, mentre il nuovo piano del Fondo Automotive prevede una programmazione pluriennale e una quota rilevante delle risorse destinata al sostegno dell'offerta. La questione decisiva, però, resta l'efficacia concreta di queste politiche:
Dove finiranno gli investimenti e quali risultati produrranno in termini di produzione, competenze e lavoro?

NON BASTA DIFENDERE L'AUTOMOTIVE, BISOGNA PREPARARE IL DOPO

Per Cassino questa domanda assume un'importanza ancora maggiore.
L'automotive deve rimanere un pilastro del sistema industriale del territorio, sarebbe irrealistico pensare di sostituirlo rapidamente, ma proprio per questo bisogna ragionare anche sulla diversificazione. Non significa abbandonare Stellantis, significa costruire intorno alla grande fabbrica un ecosistema industriale più forte e meno vulnerabile. Il Cassinate possiede competenze che potrebbero essere valorizzate in filiere come meccanica avanzata, automazione, elettronica, aerospazio, farmaceutica, energia e tecnologie industriali. Non si tratta di sostenere che esistano oggi progetti già assegnati al territorio in questi settori, sarebbe scorretto. Si tratta di porre una questione di metodo:
Se sappiamo che l'industria sta cambiando, perché aspettare che una crisi esploda prima di costruire alternative? br Un territorio industriale dovrebbe programmare con anni di anticipo:
Dovrebbe mappare competenze
Individuare aree disponibili
Costruire infrastrutture
Attrarre imprese
Collegare università, scuole tecniche e aziende
Utilizzare gli strumenti regionali, nazionali ed europei
Costruire un progetto condiviso tra istituzioni, imprese e parti sociali.

LA DOMANDA CHE PARTE DA CASSINO

È questo, alla fine, il motivo per cui il reportage di PresaDiretta può rappresentare un'occasione importante.
Cassino non deve essere raccontata soltanto come una fabbrica in crisi, deve diventare il punto da cui aprire una discussione sul futuro industriale del Paese. Dietro la produzione di un'automobile ci sono migliaia di lavoratori, competenze costruite negli anni, imprese della componentistica, infrastrutture, consumi e famiglie. Quando quella produzione diminuisce, non scompare soltanto un numero dalle statistiche industriali, si indebolisce un pezzo di territorio, e quando questo accade contemporaneamente in più aree del paese, la questione diventa nazionale.
Per questo oggi la domanda non può essere soltanto:
“Quale modello arriverà a Cassino?”
La domanda deve essere più grande:
“QUALE INDUSTRIA VOGLIAMO COSTRUIRE IN ITALIA?” E dentro questa domanda Cassino deve avere un posto preciso, non come simbolo di una stagione industriale finita, ma come territorio che chiede di continuare a produrre, innovare e creare lavoro.
Il futuro dell'industria italiana non si decide soltanto nei grandi centri finanziari o nei tavoli europei, si decide anche davanti ai cancelli di una fabbrica.....
E oggi, uno di quei cancelli è quello di Cassino.

Fonti
Fonti principali 1. RAI – Ufficio Stampa Presentazione ufficiale della puntata PresaDiretta – Spagna-Italia: il sorpasso, con il confronto tra economia italiana e spagnola e il ruolo di Cassino nel reportage. RAI – Presentazione ufficiale della puntata 2. RaiPlay – “Spagna-Italia: il sorpasso” È la fonte più importante per l’impostazione dell’articolo: la puntata indica esplicitamente che il racconto parte dallo stabilimento Stellantis di Cassino e collega la situazione della fabbrica alla più ampia difficoltà dell’industria italiana. RaiPlay – Spagna-Italia: il sorpasso 3. RaiPlay – “Cassino senza Stellantis” È la fonte specifica utilizzata per i dati e le informazioni sul servizio dedicato allo stabilimento: 1.738 operai, un solo turno, pochi giorni di lavoro al mese, cassa integrazione e ripercussioni sull’indotto e sul territorio. Nel pezzo questi dati vanno attribuiti a PresaDiretta, non presentati come una nostra rilevazione. RaiPlay – Cassino senza Stellantis 4. RaiPlay Sound – “Spagna-Italia: il sorpasso” Utile per il quadro generale della puntata: industria, occupazione, investimenti, energia e confronto tra Italia e Spagna. RaiPlay Sound – Spagna-Italia: il sorpasso Fonti per il contesto industriale di Cassino 5. Stellantis – piattaforma STLA Large a Cassino, 9 marzo 2023 Fonte ufficiale Stellantis per ricordare che nel 2023 Cassino era stata destinata alla produzione su piattaforma STLA Large, nell'ambito della trasformazione tecnologica ed elettrificazione del gruppo. Stellantis – STLA Large a Cassino 6. MIMIT – Piano Italia Stellantis, dicembre 2024 È la fonte ufficiale per il precedente quadro industriale annunciato per Cassino: produzione della nuova Stelvio dal 2025, della nuova Giulia dal 2026 e successivamente di una vettura top di gamma. È importante citarla come piano precedentemente annunciato, non come programma oggi necessariamente invariato. MIMIT – Al via il Piano Italia Stellantis 7. MIMIT – incontro sul futuro produttivo di Cassino, 25 maggio 2026 Molto importante per collegare la situazione dello stabilimento alla discussione nazionale. Il Ministero riferisce dell'incontro tra Adolfo Urso, Francesco Rocca e Roberta Angelilli sulle prospettive industriali e occupazionali di Piedimonte San Germano e sulla necessità di maggiore chiarezza sul futuro produttivo del sito. MIMIT – Focus sul futuro produttivo di Cassino Fonte territoriale 8. LeggoCassino – reportage di Riccardo Iacona a Cassino Utile come fonte locale per documentare il lavoro della troupe sul territorio, le interviste a istituzioni, sindacati e mondo industriale e la tappa all'ITIS Majorana. LeggoCassino – La crisi Stellantis in PresaDiretta
Editoriale di

Ludovico Zonfrilli

Direttore Responsabile
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