SICUREZZA SUL LAVORO, NEL FRUSINATE 1.469 INFORTUNI IN SETTE MESI, SEI I CASI MORTALI
«I dati INAIL aggiornati al 31 luglio riportano un lieve aumento delle denunce in provincia di Frosinone, ma il dato più grave riguarda gli infortuni con esito mortale. Nel Lazio la crescita delle denunce è molto più marcata. La sicurezza torna così al centro del dibattito su prevenzione, organizzazione del lavoro e responsabilità».
Nei primi sette mesi del 2026, in provincia di Frosinone sono state presentate 1.469 denunce di infortunio sul lavoro, contro le 1.456 dello stesso periodo del 2025. L'incremento è quindi dello 0,9%. Un dato contenuto, che non autorizza a parlare di una crescita generalizzata e fuori controllo degli incidenti nel territorio, ma dentro questo numero c'è un dato che non può essere ignorato: Tra gennaio e luglio sono state registrate sei denunce di infortunio con esito mortale. Sono numeri che vanno letti correttamente: Si tratta di denunce presentate all'INAIL e i singoli casi possono essere successivamente sottoposti a verifiche e definizioni amministrative, ma rappresentano comunque un indicatore concreto della dimensione del fenomeno.
IL LAZIO PRESENTA UN QUADRO ANCORA PIÙ PREOCCUPANTE
Se allarghiamo lo sguardo all'intera regione, il quadro cambia sensibilmente.
Nei primi sette mesi del 2026 le denunce di infortunio nel Lazio sono state 27.576, rispetto alle 25.607 dello stesso periodo del 2025, un aumento del 7,7%.
Ancora più significativo è il dato relativo agli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, passati da 19.836 a 21.645, con una crescita del 9,1%.
Anche le denunce con esito mortale sono aumentate: 50 nei primi sette mesi del 2026, contro le 47 dello stesso periodo del 2025.
Frosinone, con il suo +0,9%, presenta quindi un andamento diverso rispetto alla dinamica regionale, questo è un elemento importante da evidenziare: Non tutto il Lazio sta registrando lo stesso andamento e non è corretto trasferire automaticamente il dato regionale alla provincia.
SEI MORTI NON SONO UNA STATISTICA
Il punto, però, è un altro.
Quando si parla di sicurezza sul lavoro, la statistica serve a comprendere il fenomeno, ma non può diventare il modo attraverso cui ci si abitua al fenomeno:
Dietro una denuncia di infortunio c'è una persona, dietro un infortunio mortale c'è un lavoratore che non è tornato a casa e una famiglia che ha subito una perdita.
Per questo sei casi mortali in sette mesi in provincia di Frosinone rappresentano un dato che deve interrogare tutti, dalle istituzioni alle imprese, dalle organizzazioni sindacali agli organismi di controllo, non per cercare responsabilità generiche, per capire invece dove la prevenzione può essere rafforzata.
PREVENZIONE, FORMAZIONE E CONTROLLI
La sicurezza non può essere considerata soltanto un insieme di procedure da rispettare sulla carta. Prevenzione significa formazione adeguata, addestramento, manutenzione degli impianti e delle attrezzature, organizzazione del lavoro, valutazione dei rischi e capacità di intervenire prima che l'evento si verifichi. Significa anche controlli efficaci: L'INAIL, nei propri dati e nelle proprie attività istituzionali, colloca prevenzione, formazione e ricerca tra gli strumenti centrali per la sicurezza sul lavoro. L'Istituto ha inoltre sviluppato iniziative specifiche sul rapporto tra sicurezza e innovazione tecnologica, compreso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, ed è proprio qui che il tema diventa particolarmente interessante per un territorio industriale come quello di Frosinone.
LA SICUREZZA NELL'INDUSTRIA CHE CAMBIA
L'industria sta cambiando rapidamente.
Automazione, robotica, intelligenza artificiale, nuovi materiali, elettrificazione e nuovi processi produttivi stanno trasformando il modo di lavorare.
La tecnologia può contribuire alla prevenzione: può consentire di monitorare condizioni di rischio, individuare anomalie, migliorare la manutenzione e ridurre l'esposizione dei lavoratori alle attività più pericolose.
Ma la tecnologia, da sola, non risolve il problema.
Un nuovo sistema produttivo deve essere progettato mettendo la sicurezza dentro il processo, non aggiungendola successivamente.
Industria 5.0 significa anche questo: innovazione tecnologica accompagnata dalla centralità della persona che lavora.
IL RUOLO DEGLI RLS E DEL SINDACATO
In questo quadro diventa fondamentale anche il ruolo della rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza. Gli RLS conoscono il luogo di lavoro, raccolgono segnalazioni, partecipano al confronto sui rischi e possono contribuire a individuare criticità che spesso non emergono da una semplice fotografia formale dell'organizzazione aziendale. La sicurezza, quindi, non può essere affrontata soltanto quando accade un incidente, deve diventare un confronto permanente dentro i luoghi di lavoro. Per il sindacato significa anche collegare la tutela della salute e della sicurezza alla qualità dell'organizzazione del lavoro, alla formazione, agli investimenti e alle scelte industriali.
IL DATO CHE DOVREBBE FARCI RIFLETTERE
Il dato provinciale non racconta un'esplosione degli infortuni: 1.469 denunce contro 1.456, +0,9%, ma racconta comunque sei casi mortali.
Ed è proprio questa differenza che dovrebbe spingere a leggere i numeri con attenzione, senza allarmismi ma anche senza normalizzare ciò che normale non può essere.
La sicurezza non si misura soltanto attraverso la variazione percentuale delle denunce:
Il vero obiettivo deve essere fare in modo che ogni lavoratore possa tornare a casa alla fine del proprio turno,perchè dietro ogni numero c'è un lavoro, una persona e una famiglia,
e su questo terreno non può esserci alcuna assuefazione.
Fonti principali 1. dati INAIL aggiornati al 31 luglio 2026, comunicazioni e open data INAIL; dati provinciali riportati da Vita Ciociara e La Provincia Frosinone.