50 MILIONI PER LA NUOVA INDUSTRIA DEL LAZIO: UN'OPPORTUNITÀ ANCHE PER IL CASSINATE
«IA, AEROSPAZIO, CYBERSECURITY E SMART MANUFACTURING: IL LAZIO STA COSTRUENDO STRUMENTI PER ATTRARRE CAPITALE E FAR CRESCERE LE IMPRESE INNOVATIVE. IL CASSINATE HA LE COMPETENZE PER PARTECIPARE A QUESTA TRASFORMAZIONE, MA SERVE UNA STRATEGIA TERRITORIALE».
C'è una notizia che rischia di essere letta soltanto come l'ennesimo annuncio finanziario rivolto alle startup, ma non è così. La nascita di Vertis Venture 8 Lazio, nuovo fondo di venture capital dedicato alle startup e alle imprese innovative del Lazio, rappresenta un tassello di una strategia regionale più ampia. Il fondo parte con una dotazione iniziale di 30 milioni di euro e ha un obiettivo di raccolta complessivo di 50 milioni. Gli investimenti saranno prevalentemente compresi tra 500 mila e 5 milioni di euro e potranno accompagnare le imprese dalle prime fasi di sviluppo fino alla crescita. Il fondo è sostenuto dalla Regione Lazio attraverso Lazio Innova e cofinanziato dal PR FESR Lazio 2021-2027. Ma il dato più interessante non è soltanto la quantità di capitale disponibile, è dove questo capitale vuole andare.
LA NUOVA INDUSTRIA HA GIÀ ALCUNE DIREZIONI
La strategia di Vertis Venture 8 Lazio individua alcuni ambiti prioritari:
Intelligenza artificiale e software, space & aerospace, cybersecurity, fintech, smart manufacturing e tecnologie per la transizione ambientale.
Non stiamo quindi parlando semplicemente di finanziare nuove imprese, stiamo parlando di accompagnare la crescita di attività che si collocano nel cuore della trasformazione industriale e tecnologica.
L'intelligenza artificiale cambierà processi produttivi e servizi, lo smart manufacturing porterà nuove forme di automazione e integrazione digitale nelle fabbriche, la cybersecurity diventerà sempre più importante per le imprese industriali, l'aerospazio rappresenta una delle filiere tecnologicamente più avanzate, le tecnologie per la transizione ambientale saranno sempre più rilevanti per la competitività delle imprese.
Queste non sono semplicemente “nuove tecnologie”, sono alcune delle direttrici sulle quali si sta costruendo l'industria dei prossimi anni.
IL LAZIO NON PARTE DA ZERO
Il nuovo fondo non è un'iniziativa isolata.
La Regione Lazio ha costruito negli ultimi anni una piattaforma di strumenti di venture capital e, secondo Lazio Innova, le startup innovative registrate nella regione sono passate da 49 nel 2013 a 1.410 nel 2025, oltre il 10% del totale nazionale.
Nel 2025 la Regione aveva annunciato una nuova strategia regionale per il venture capital con una dotazione complessiva superiore ai 100 milioni di euro, destinata a essere ulteriormente potenziata.
Nel quadro delle risorse FESR 2026-2027, la Regione ha inoltre indicato l'obiettivo di portare gli strumenti regionali di venture capital fino a 140 milioni di euro.
Il quadro che emerge è quindi più ampio del singolo fondo:
Il Lazio sta cercando di costruire un ecosistema capace di finanziare, accompagnare e far crescere nuove imprese innovative,ed è proprio questo il punto sul quale il Cassinate dovrebbe interrogarsi.
I 50 MILIONI NON SONO PER IL CASSINATE
Il territorio non parte da zero.
Esiste una grande tradizione manifatturiera, esiste un patrimonio di competenze industriali, esiste una presenza importante dell'automotive e della sua filiera,
ed esiste soprattutto l'Università degli Studi di Cassino , che dispone di laboratori di ricerca, competenze ingegneristiche e strutture dedicate al trasferimento tecnologico, ma c'è un elemento ancora più interessante:
Nel giugno 2026 Unicas e Banca Popolare del Cassinate hanno sottoscritto un protocollo per la realizzazione di un Innovation Hub a Pignataro Interamna, destinato a ricerca applicata, trasferimento tecnologico, incubazione di startup e spin-off e sviluppo di competenze in ambiti quali intelligenza artificiale, cybersecurity, sostenibilità e mobilità.
Questa iniziativa è particolarmente significativa perché mette in relazione alcuni degli ambiti indicati oggi dal nuovo fondo regionale con una struttura che dovrebbe nascere proprio nel nostro territorio, ed è qui che l'opportunità diventa concreta.
NON BASTA AVERE LE COMPETENZE, BISOGNA COSTRUIRE UN SISTEMA
Il problema del Cassinate non è necessariamente la mancanza di competenze, il problema può diventare la capacità di metterle a sistema.
Una università da sola non crea un distretto industriale, un grande stabilimento da solo non crea diversificazione, una startup da sola non costruisce una filiera, un finanziamento da solo non genera automaticamente occupazione.
Per trasformare l'innovazione in industria servono contemporaneamente:
Ricerca;
Imprese;
Capitale;
Infrastrutture;
Formazione;
Trasferimento tecnologico;
Aree produttive adeguate;
Servizi;
Capacità amministrativa;
Collegamento con i mercati.
È questa la partita che il territorio deve giocare.
MENTRE IL LAZIO SI MUOVE, IL TERRITORIO NON PUÒ LIMITARSI AD ASPETTARE
Qui la critica deve essere chiara.
Il Cassinate non può continuare ad affrontare la propria politica industriale quasi esclusivamente quando emerge una crisi, quando una fabbrica riduce la produzione, quando arriva una procedura di cassa integrazione, quando un'azienda chiude, quando l'indotto entra in difficoltà.
La politica industriale non può essere soltanto gestione dell'emergenza, deve essere anche capacità di anticipare i cambiamenti, perché le nuove filiere non si costruiscono nel momento in cui una vecchia filiera è già entrata in crisi,
DIFENDERE L'AUTOMOTIVE E COSTRUIRE ALTRO
Questo ragionamento non significa affatto che il Cassinate debba rinunciare all'automotive. La difesa della capacità produttiva e occupazionale di Stellantis e dell'indotto rimane fondamentale per il territorio, ma, come abbiamo ampiamente scritto in diversi editoriali nei mesi scorsi, la crisi della produzione automobilistica dimostra quanto sia necessario ampliare la base industriale. Il problema non è scegliere tra automotive e nuove filiere, è costruire nuove filiere senza indebolire quelle che già esistono. La meccanica può incontrare l'automazione, l'automotive può incontrare l'elettronica, il software e la nuova mobilità, la manifattura può incorporare intelligenza artificiale e sistemi avanzati di produzione, le competenze industriali possono diventare la base per nuove imprese tecnologiche, l'università può diventare un ponte tra ricerca e produzione. È questa la logica della diversificazione.
IL RISCHIO È PERDERE UN'OCCASIONE SENZA ACCORGERSENE
Il rischio più grande non è che il Cassinate non riceva automaticamente una quota dei 50 milioni, è molto più profondo.
Il rischio concreto è che altri territori riescano a presentarsi prima, meglio organizzati e con progetti più maturi, mentre il nostro continua a discutere soltanto delle emergenze industriali del presente.
Non è una previsione, purtroppo è un rischio legato alla competizione territoriale per investimenti, competenze e imprese innovative, e proprio per questo non possiamo aspettare che sia qualcun altro a decidere dove nasceranno le nuove attività.
Se il Lazio sta mettendo a disposizione strumenti di venture capital e sta individuando settori strategici, il Cassinate dovrebbe essere in grado di presentare una propria idea di sviluppo.
DOVE VOGLIAMO PORTARE IL CASSINATE NEI PROSSIMI ANNI?
Questa dovrebbe essere la domanda centrale.
Non soltanto quali aziende possiamo convincere a venire qui, ma:
Quali filiere vogliamo costruire?
Quali competenze dobbiamo sviluppare?
Quali infrastrutture dobbiamo realizzare?
Quali rapporti dobbiamo creare tra Università e imprese?
Quali spazi possiamo destinare alle nuove attività?
Come possiamo favorire la nascita di startup e spin-off?
Come possiamo trattenere i giovani laureati che oggi spesso sono costretti a cercare altrove le opportunità professionali?
E soprattutto:
Chi ha il compito di mettere insieme tutti questi elementi?
Questa è una domanda che riguarda la Regione, il consorzio industriale, i comuni, l'università, le associazioni datoriali, le imprese e le organizzazioni sindacali.
LA POLITICA INDUSTRIALE NON PUÒ ESSERE SOLTANTO UNA CONFERENZA
Il territorio ha bisogno di una strategia riconoscibile, non di un altro elenco di buone intenzioni. on di una nuova conferenza sulla necessità di attrarre investimenti, non di una semplice candidatura a qualche bando, servono progetti concreti, responsabilità definite, tempi verificabili e obiettivi misurabili. Se vogliamo attrarre imprese dell'intelligenza artificiale, dobbiamo sapere dove possono insediarsi. Se vogliamo sviluppare smart manufacturing, dobbiamo costruire il collegamento tra università e manifattura. Se vogliamo entrare nella filiera dell'aerospazio, dobbiamo individuare competenze, aziende e infrastrutture necessarie. Se vogliamo creare nuove imprese tecnologiche, dobbiamo costruire un ambiente nel quale una buona idea possa diventare un'impresa. Altrimenti la diversificazione resterà soltanto una parola.
IL FUTURO INDUSTRIALE NON SI ASPETTA, SI COSTRUISCE.
Il nuovo fondo regionale non risolverà i problemi del Cassinate, non è nato per farlo, tuttavia rappresenta un segnale importante.
Il Lazio sta investendo sulla capacità di far nascere e crescere nuove imprese tecnologiche.
Il territorio ha davanti a sé una possibilità, utilizzare le proprie competenze, la propria università, la propria tradizione manifatturiera e le proprie infrastrutture per entrare in questa nuova fase, oppure continuare a reagire alle crisi una alla volta.
La differenza non la farà soltanto la quantità di risorse disponibili, la farà la capacità di avere una visione, perché un territorio industriale non si salva soltanto difendendo ciò che ha, si rafforza costruendo ciò che ancora non ha.
Oggi la domanda che il Cassinate dovrebbe rivolgere alla propria classe dirigente è semplice, ma tutt'altro che scontata:
Davanti alla nuova industria che sta prendendo forma nel Lazio, abbiamo già un progetto per conquistarci il nostro spazio?
Se la risposta non è ancora sufficientemente chiara, il momento di costruirla è adesso.
Fonti principali 1. Lazio Innova — fonte principale sul fondo Vertis Venture 8 Lazio È la fonte più importante dell'articolo. Conferma: nascita di Vertis Venture 8 Lazio; dotazione iniziale di 30 milioni di euro; target di raccolta di 50 milioni di euro; investimenti prevalentemente tra 500 mila e 5 milioni di euro; società con sede operativa nel Lazio; cofinanziamento attraverso il PR FESR Lazio 2021-2027; settori prioritari: AI e software, Space & Aerospace, cybersecurity, fintech, smart manufacturing e tecnologie per la transizione ambientale. Lazio Innova Lazio Innova — Vertis Venture 8 Lazio: un nuovo fondo di venture capital da 50 milioni di euro 2. Lazio Innova — ecosistema regionale del venture capital Questa è la fonte utilizzata per il dato sulle startup innovative del Lazio: 49 startup nel 2013 → 1.410 nel 2025, oltre il 10% del totale nazionale. La stessa pagina documenta inoltre l'evoluzione della strategia regionale di venture capital. Lazio Innova Lazio Innova — Innovaventure 3. Lazio Innova — strategia regionale di Venture Capital Questa fonte è utile per sostenere il passaggio sull'evoluzione degli strumenti regionali. Lazio Innova spiega che con il PR FESR 2021-2027 la Regione ha sviluppato una nuova politica di venture capital, articolata attraverso diversi strumenti e finalizzata a rendere il Lazio più attrattivo per le startup innovative. La pagina riporta anche gli investimenti pubblici effettuati nelle precedenti programmazioni e l'effetto leva sui capitali privati. Lazio Innova Lazio Innova — La Regione Lazio e il Venture Capital 4. Lazio Innova — “Il Lazio che cresce 2026” Questa è particolarmente importante per il nostro ragionamento sulla strategia regionale, perché documenta che nel 2025 è stata avviata una nuova strategia regionale per il Venture Capital con una dotazione complessiva di circa 140 milioni di euro, allocati presso sei fondi di venture capital e nove acceleratori. Lazio Innova Lazio Innova — Il Lazio che cresce 2026 5. Vertis SGR — fonte del gestore del fondo È la fonte primaria dal lato del gestore finanziario. Conferma che Vertis Venture 8 Lazio è dedicato alle imprese che operano o intendono operare nel Lazio e che il fondo è orientato alle tecnologie digitali e industriali. Vertis Vertis SGR — Vertis Venture 8 Lazio 6. Unicas — Cybersecurity Lab Per la parte relativa alle competenze già presenti nel Cassinate, questa è una fonte molto interessante e verificabile. L'Università di Cassino documenta il V2X Cybersecurity Lab, nato dalla collaborazione con Cyber 4.0 e sostenuto da programmi PNRR e MOST, dedicato alla sicurezza dei veicoli connessi e dell'Internet of Things. La stessa Università presenta il laboratorio come infrastruttura a supporto di imprese e ricerca, con ricadute sul territorio. unicaspiu.unicas.it Unicas — V2X Cybersecurity Lab Un'altra pagina di Unicas approfondisce il ruolo del laboratorio nell'ecosistema dell'innovazione e nel trasferimento di conoscenze verso il territorio. unicaspiu.unicas.it Unicas+ — V2X-Cybersecurity Lab e innovazione sul territorio.