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OLTRE STELLANTIS:
IL CASSINATE DEVE COSTRUIRE IL SUO FUTURO

Free Words — 26 luglio 2026

«L'AUTOMOTIVE CONTINUERÀ A RAPPRESENTARE UN PILASTRO DELL'ECONOMIA DEL TERRITORIO, MA NON PUÒ PIÙ ESSERE L'UNICO, È IL MOMENTO DI UNA NUOVA STRATEGIA DI SVILUPPO: DIVERSIFICARE IL TESSUTO INDUSTRIALE, INVESTIRE NELLE INFRASTRUTTURE, VALORIZZARE L'UNIVERSITÀ DI CASSINO E TRASFORMARE IL TERRITORIO IN UN POLO DELL'INDUSTRIA 5.0, DELL'AEROSPAZIO, DEL FARMACEUTICO E DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE».

Per oltre cinquant'anni il Cassinate ha costruito la propria identità economica attorno a un nome: Fiat, oggi Stellantis. Lo stabilimento di Piedimonte San Germano ha rappresentato lavoro, sviluppo, crescita e benessere per migliaia di famiglie, attorno alla fabbrica è nato un intero sistema produttivo fatto di aziende dell'indotto, servizi, commercio e professionalità che hanno contribuito allo sviluppo dell'intero territorio. Oggi, però, quella dipendenza mostra tutti i suoi limiti; La crisi dell'automotive europeo, le trasformazioni imposte dalla transizione ecologica, la competizione globale e la rivoluzione tecnologica hanno reso evidente una verità che non possiamo più ignorare: il futuro del Cassinate non può dipendere esclusivamente da Stellantis. Questo non significa rinunciare allo stabilimento,al contrario, significa difenderlo, rafforzarlo e pretendere un piano industriale all'altezza della sua storia, ma allo stesso tempo costruire un modello economico capace di resistere anche alle inevitabili trasformazioni del settore automobilistico.

STELLANTIS DEVE RESTARE CENTRALE, MA NON PUÒ ESSERE L'UNICA RISPOSTA

Chi immagina un Cassinate senza Stellantis commette un grave errore. Lo stabilimento resta una delle più importanti realtà industriali del Centro Italia e deve continuare a rappresentare il cuore manifatturiero del territorio, servono nuovi modelli, investimenti, produzioni e un piano industriale credibile, ma sarebbe altrettanto sbagliato pensare che tutto possa tornare come vent'anni fa. L'industria automobilistica sta cambiando profondamente, la crisi che attraversa Stellantis non nasce soltanto da scelte industriali interne al Gruppo è il riflesso di una crisi molto più ampia che coinvolge l'intera industria automobilistica europea. Negli ultimi anni il settore è stato travolto dalla difficile transizione verso la mobilità elettrica, dalla crescente concorrenza dei costruttori cinesi, dall'aumento dei costi energetici e delle materie prime, dal rallentamento della domanda e da un quadro normativo europeo che ha imposto cambiamenti profondi senza accompagnarli con una politica industriale realmente capace di sostenere imprese e lavoratori. Le difficoltà di Volkswagen in Germania, i ripensamenti di numerosi costruttori sulle strategie legate all'elettrico e la stessa situazione di Stellantis dimostrano come la crisi non riguardi un singolo stabilimento o una singola nazione, ma l'intero comparto automobilistico europeo. L'Italia, che per decenni ha rappresentato uno dei principali paesi produttori di automobili, sta vivendo una fase di forte ridimensionamento, la produzione nazionale resta lontana dai livelli del passato e molti stabilimenti lavorano ben al di sotto delle proprie potenzialità, con un crescente ricorso agli ammortizzatori sociali. Cassino è forse l'esempio più evidente di questa situazione, per questo motivo il territorio deve iniziare a costruire una seconda gamba sulla quale poggiare il proprio sviluppo.

DIVERSIFICARE IL TESSUTO INDUSTRIALE È UNA NECESSITÀ

Il Cassinate possiede caratteristiche che pochi altri territori possono vantare:
- Una posizione geografica strategica tra Roma e Napoli;
- La vicinanza con il porto di Gaeta;
- Un'importante università;
- Competenze industriali consolidate;
- Aree produttive già disponibili;
- Un patrimonio di professionalità costruito in decenni di manifattura.
Su queste basi bisogna costruire una nuova stagione industriale, il territorio deve diventare attrattivo per comparti ad alto valore aggiunto. Il farmaceutico, che nel Lazio rappresenta una delle eccellenze produttive europee, l'aerospazio, settore in continua crescita grazie alla presenza di grandi gruppi industriali italiani, le imprese specializzate nell'automazione industriale, nella robotica, nell'elettronica avanzata e nelle tecnologie per l'Industria 5.0, l 'intelligenza artificiale applicata alla produzione rappresenterà uno dei principali fattori competitivi dei prossimi decenni. Il Cassinate non può restare spettatore.

LE INFRASTRUTTURE SONO LA PRIMA INDUSTRIA DA COSTRUIRE: UNA RETE MERCI TRA CASSINO E IL PORTO DI GAETA PER IL FUTURO

Nessuna impresa investe dove mancano collegamenti efficienti, per questo la sfida non riguarda soltanto gli incentivi.
Riguarda soprattutto le infrastrutture:
- Strade più moderne;
- Collegamenti ferroviari più efficienti;
- Aree logistiche;
- Digitalizzazione;
- Energia.
Uno dei progetti che il territorio dovrebbe iniziare a discutere con forza riguarda la realizzazione di un collegamento ferroviario merci tra l'area industriale di Cassino e il porto di Gaeta. Un'infrastruttura di questo tipo rappresenterebbe una vera rivoluzione, consentirebbe alle imprese di esportare più facilmente i propri prodotti, ridurre i costi logistici, attrarre nuovi investimenti e trasformare il Cassinate in una piattaforma industriale e logistica capace di collegare il Centro-Sud Italia ai mercati internazionali, non sarebbe un'opera pensata soltanto per Stellantis, sarebbe un'infrastruttura al servizio di tutto il sistema produttivo del territorio.

L'UNIVERSITÀ DEVE DIVENTARE IL MOTORE DELLA NUOVA INDUSTRIA

Esiste poi una ricchezza che troppo spesso il territorio sottovaluta, L'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. In tutto il mondo le grandi trasformazioni industriali nascono dall'incontro tra università, ricerca e imprese, anche il cassinate deve imboccare questa strada. L'ateneo dovrebbe diventare il punto di riferimento per la ricerca applicata, lo sviluppo di nuove tecnologie, l'intelligenza artificiale, la robotica collaborativa, i materiali innovativi e la manifattura avanzata. Servono laboratori condivisi con le imprese, incubatori per startup innovative, centri di trasferimento tecnologico, progetti di ricerca finanziati insieme da pubblico e privato. L'Industria 5.0 non si costruisce soltanto acquistando nuovi macchinari, si costruisce sviluppando conoscenza, la conoscenza nasce dalla ricerca.

È IL MOMENTO DI UNA VISIONE

Per troppo tempo il dibattito sul Cassinate si è limitato a rincorrere le emergenze. Oggi serve qualcosa di diverso, serve una visione, serve un progetto capace di guardare ai prossimi venti o trent'anni. Le istituzioni, la regione Lazio, il governo, le associazioni d'impresa, le organizzazioni sindacali, l'università e il mondo produttivo devono sedersi attorno allo stesso tavolo,non per discutere soltanto della prossima cassa integrazione, bensì per progettare il futuro economico del territorio.

IL GUANTO DI SFIDA DI FREE WORDS

Difendere Stellantis significa difendere migliaia di posti di lavoro, difendere il Cassinate significa fare qualcosa di più, significa costruire un territorio che non sia più ostaggio delle crisi di un solo settore. Per questo Free Words lancia una proposta: aprire gli Stati Generali dello sviluppo del Cassinate, un grande laboratorio permanente che coinvolga istituzioni, imprese, università, sindacati e cittadini per definire un piano strategico di sviluppo.