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FONDO CONTRASTO ALLA DEINDUSTRIALIZZAZIONE:
100 MILIONI PER IL LAZIO, UN'OCCASIONE DA NON SPRECARE. ORA PER IL CASSINATE SERVE UNA VERA POLITICA INDUSTRIALE

Free Words — 29 luglio 2026

«I 100 MILIONI DI EURO DESTINATI AL CONSORZIO INDUSTRIALE DEL LAZIO RAPPRESENTANO UN'IMPORTANTE OPPORTUNITÀ PER SOSTENERE GLI INVESTIMENTI E RILANCIARE IL MANIFATTURIERO. NESSUN INCENTIVO, DA SOLO, POTRÀ INVERTIRE UNA CRISI CHE DURA DA ANNI, IL CASSINATE HA BISOGNO DI UNA VISIONE, DI UNA PROGRAMMAZIONE INDUSTRIALE STABILE E DI UNA POLITICA CHE TORNI A ESSERE PROTAGONISTA DELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO».

Il rinvio al 28 settembre dell'apertura del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione non cambia il valore di uno strumento che può rappresentare una concreta occasione di rilancio per molte aree industriali del Lazio. Il Fondo, gestito da Invitalia per conto del dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud, mette a disposizione 120 milioni di euro, di cui 100 milioni destinati al consorzio industriale del Lazio, per sostenere il potenziamento di stabilimenti produttivi esistenti e favorire l'insediamento di nuove imprese manifatturiere. Per il cassinate questa misura assume un significato particolare. Da anni il nostro territorio vive una delle fasi più difficili della sua storia industriale. La crisi dell'automotive, la trasformazione del mercato dell'auto, la progressiva riduzione dei volumi produttivi dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e le difficoltà dell'intero indotto hanno messo in discussione un modello economico che per decenni ha garantito occupazione, sviluppo e benessere. Oggi il cassinate si trova davanti a una sfida che va ben oltre il futuro di una singola azienda, è in gioco la tenuta dell'intero sistema economico locale. Dietro le statistiche ci sono migliaia di lavoratori che convivono con periodi di cassa integrazione, imprese che rinviano gli investimenti, giovani qualificati che lasciano il territorio in cerca di opportunità e attività commerciali che risentono del rallentamento dell'economia locale. Non siamo più di fronte a una crisi congiunturale, siamo davanti a una trasformazione strutturale che richiede risposte altrettanto strutturate.

IL TEMPO DELLE EMERGENZE È FINITO

Negli ultimi anni il cassinate è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso le emergenze, ogni fermata produttiva, ogni tavolo ministeriale, ogni nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali è stato affrontato come un episodio isolato, mentre la realtà raccontava una storia diversa, quella di un territorio che attende ancora una vera strategia industriale. Le istituzioni hanno certamente accompagnato alcuni momenti delicati della vertenza Stellantis, ma troppo spesso l'azione politica si è limitata a rincorrere gli eventi, senza costruire una visione di lungo periodo. Eppure lo sviluppo industriale non può essere governato con interventi occasionali, richiede continuità, programmazione e capacità di anticipare i cambiamenti.

IL FONDO È UNA BUONA NOTIZIA, MA NON BASTA

Accogliamo con favore questo nuovo strumento. Ogni risorsa destinata al sistema produttivo rappresenta un'opportunità che il territorio deve essere in grado di cogliere. Tuttavia sarebbe un errore pensare che un bando, per quanto importante, possa risolvere da solo problemi che si trascinano da anni. Gli incentivi economici sono strumenti, lo sviluppo, invece, nasce da una politica industriale seria, capace di accompagnare le imprese, creare condizioni favorevoli agli investimenti e rendere un territorio competitivo.

LE RISORSE VANNO CONQUISTATE, NON SOLTANTO ASSEGNATE

Le risorse economiche non producono automaticamente sviluppo. Per trasformare un finanziamento in occupazione, innovazione e crescita serve un lavoro quotidiano sul territorio, occorre intercettare ogni opportunità, accompagnare le imprese nella progettazione degli investimenti, promuovere il cassinate presso gli investitori, semplificare le procedure amministrative e costruire un ambiente favorevole per chi decide di produrre e creare lavoro. Ogni euro disponibile deve tradursi in nuovi stabilimenti, nuove tecnologie, nuova occupazione e maggiore competitività. È questo il compito della politica: non limitarsi a ottenere risorse, ma fare in modo che quelle risorse producano effetti concreti e duraturi, perché la vera sfida non è vincere un bando, è trasformare quei fondi in un progetto di sviluppo che continui anche quando gli incentivi saranno terminati.

LA DIVERSIFICAZIONE INDUSTRIALE È LA VERA SFIDA

Proprio su questo tema Free Words, nel recente editoriale dedicato al futuro del cassinate, ha lanciato una riflessione che oggi appare ancora più attuale. Abbiamo sostenuto che il nostro territorio non può continuare a dipendere quasi esclusivamente dall'automotive; Difendere Stellantis rimane una priorità assoluta, lo stabilimento di Piedimonte San Germano rappresenta un patrimonio industriale, occupazionale e sociale che va tutelato con ogni mezzo, ma la difesa dell'esistente non può escludere la costruzione del futuro. La crisi degli ultimi anni ha dimostrato quanto sia fragile un sistema economico che concentra gran parte della propria occupazione in un solo settore produttivo. Diversificare non significa sostituire Stellantis, né rinunciare alla vocazione manifatturiera del cassinate, significa rafforzarla, significa creare nuove opportunità, attrarre nuovi investimenti e costruire un sistema industriale più moderno, capace di resistere meglio alle trasformazioni del mercato globale.

LE PROPOSTE DI FREEWORDS

Da tempo sosteniamo che il rilancio del territorio debba poggiare su una strategia chiara e condivisa. Il cassinate dispone di infrastrutture industriali, competenze professionali, un'importante tradizione manifatturiera e della presenza dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, questi sono elementi che devono diventare il punto di partenza di una nuova stagione di sviluppo. Per questo riteniamo fondamentale attrarre investimenti nei comparti della farmaceutica, delle biotecnologie, dell'aerospazio, della meccatronica, dell'automazione industriale, dell'intelligenza artificiale applicata alla produzione, della logistica avanzata e dell'Industria 5.0. Occorre inoltre rafforzare il rapporto tra università e imprese, favorire la nascita di poli tecnologici, sostenere l'innovazione delle piccole e medie imprese e costruire una cabina di regia permanente che coinvolga istituzioni, consorzio industriale del Lazio, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e mondo della ricerca. Una politica industriale non può cambiare a ogni legislatura, deve essere un progetto condiviso, stabile e duraturo, capace di accompagnare il territorio per almeno i prossimi vent'anni.

LA POLITICA TORNI A GUIDARE LO SVILUPPO

Il fondo contro la deindustrializzazione è una misura importante, ma il suo successo dipenderà dalla capacità della politica di fare ciò che negli ultimi anni è mancato: programmare, coordinare e costruire una visione. Servono amministrazioni presenti, una regione protagonista, un consorzio Industriale sempre più orientato all'attrazione degli investimenti e un confronto continuo con imprese e parti sociali, il cassinate non può permettersi di vivere soltanto aspettando il prossimo tavolo ministeriale o il prossimo annuncio, ha bisogno di una politica che lavori ogni giorno per creare le condizioni affinché nuove imprese scelgano questo territorio.

IL FUTURO SI COSTRUISCE OGGI

I 100 milioni destinati al Lazio rappresentano un'opportunità concreta, sarebbe però un errore considerarli un punto di arrivo, DEVONO ESSERE UN PUNTO DI PARTENZA! Il rilancio del cassinate non passerà soltanto attraverso un incentivo economico, ma dalla capacità di trasformare quelle risorse in un progetto industriale credibile, moderno e duraturo. Il tempo delle analisi è finito, è il momento delle scelte, perché il cassinate non ha bisogno di vivere di emergenze o di speranze affidate ai bandi, ha bisogno di una politica industriale che sappia guardare lontano, accompagnare le imprese e costruire, con continuità e determinazione, il futuro di un territorio che ha ancora tutte le potenzialità per tornare protagonista dell'industria italiana.

Editoriale di

Ludovico Zonfrilli

Direttore Responsabile
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