CASSINO SCENDE IN PIAZZA: L'AUTOMOTIVE AL COLLASSO, I SINDACATI CHIAMANO IL TERRITORIO ALLA MOBILITAZIONE GENERALE
«IL 20 MARZO MOBILITAZIONE A DIFESA DELLO STABILIMENTO STELLANTIS DI CASSINO. PRODUZIONE RIDOTTA AI MINIMI TERMINI, INDOTTO ALLO STREMO. I SINDACATI CHIEDONO UN PIANO INDUSTRIALE VERO».
La crisi non è più un’allerta. È una condizione strutturale. Il 3 marzo, all’Edra Palace Hotel, l’Attivo Unitario di RSA e RSU del comparto automotive ha sancito quello che lavoratori e imprese sanno da mesi: il sistema industriale del Cassinate è in sofferenza profonda. FIM, FIOM, UILM, FISMIC e UGLM hanno deciso una mobilitazione generale per il 20 marzo, con corteo cittadino a Cassino. Non è un gesto simbolico, è un atto di difesa territoriale.
I NUMERI CHE NON SI POSSONO IGNORARE
Lo stabilimento Stellantis ha lavorato appena 12 giorni, l’indotto ancora meno. Significa redditi ridotti, ammortizzatori sociali continui, attività commerciali in difficoltà, imprese che sopravvivono in attesa di segnali che non arrivano. La crisi dell’automotive non colpisce solo i metalmeccanici, colpisce l’intero ecosistema economico del territorio.
IL 20 MARZO: UNA RISPOSTA COLLETTIVA
Il corteo partirà alle 9.00 da Piazza De Gasperi, attraverserà il centro cittadino e si concluderà in Piazza Diaz con la presenza delle segreterie nazionali. Un segnale forte: Cassino non è una vertenza periferica. È uno snodo industriale strategico. Ma la mobilitazione non riguarda solo i lavoratori. Riguarda commercianti, artigiani, imprese di trasporto, giovani che vedono restringersi le opportunità.
LA POLITICA TERRITORIALE GRANDE ASSENTE
C’è però un dato che pesa quanto i numeri della produzione, la politica locale e territoriale appare pressoché impalpabile. Dichiarazioni sporadiche, nessuna regia unitaria, nessuna pressione strutturata ai tavoli nazionali. In una fase in cui servirebbe una classe dirigente capace di fare sistema, di pretendere chiarezza industriale e investimenti concreti, il territorio appare frammentato, spesso silente. La crisi dell’automotive non può essere gestita solo dai sindacati, non può essere lasciata alla buona volontà dei lavoratori, serve una politica che assuma un ruolo, che batta i pugni sui tavoli ministeriali, che costruisca alleanze istituzionali. Oggi questo protagonismo non si vede.
PIANO INDUSTRIALE O DECLINO PROGRAMMATO
Dall'attivo unitario dei sindacati emerge una richiesta precisa: un piano industriale serio e credibile, capace di garantire il futuro dello stabilimento e dell’indotto. Non slogan. Non rassicurazioni generiche. Non tavoli interlocutori senza esito. La transizione energetica, se mal governata, diventa desertificazione produttiva, e il rischio concreto è che Cassino scivoli ai margini delle scelte strategiche.
FREE WORDS
Quando una fabbrica dall'inizio dell'anno ha lavorato solo dodici giorni, il problema non è ciclico, è politico, Il 20 marzo non sarà solo una manifestazione sindacale, sarà una verifica pubblica della tenuta del territorio. La domanda è semplice: chi rappresenta questo territorio è pronto ad assumersi la responsabilità di difenderlo? Perché il silenzio, in certi momenti, non è prudenza. È assenza. E l’assenza, oggi, Cassino non può permettersela.