STELLANTIS CASSINO:
IL SINDACATO CHIAMA,
LA REGIONE RISPONDE,
ORA SERVONO I FATTI
«DOPO LA MOBILITAZIONE DEL 20 MARZO E LA RICHIESTA URGENTE DEI SINDACATI, LA REGIONE CONVOCA UN TAVOLO SULL' AUTOMOTIVE: CASSINO CHIEDE DELLE RISPOSTE IMMEDIATE PRIMA DEL PIANO INDUSTRIALE STELLANTIS».
Cassino ha alzato la voce!
E questa volta, quella voce è arrivata fino alle istituzioni!
Dopo la grande manifestazione del 20 marzo e la richiesta formale di convocazione inviata da FIM, FIOM, UILM, FISMIC e UGLM, la Regione Lazio ha risposto: il tavolo sull’automotive è stato convocato.
Un primo segnale.
Ma non basta.
DALLA PIAZZA AL TAVOLO ISTITUZIONALE
Il percorso è chiaro,
dopo la piazza il documento ufficiale, ora la convocazione.
La mobilitazione di Cassino — lavoratori, sindacati, sindaci, associazioni — ha riportato al centro una vertenza che non è più rinviabile.
Non riguarda solo uno stabilimento,
riguarda un intero territorio.
Nel comunicato unitario, le organizzazioni sindacali sono state nette:
Serve un confronto immediato, strutturato, capace di affrontare le criticità occupazionali, sociali ed economiche che stanno mettendo in crisi il Cassinate.
Perché il disagio non è più episodico.
È diffuso.
UNA CRISI CHE DIVORA IL TERRITORIO
Il punto centrale è questo:
Cassino non è solo una fabbrica in difficoltà,è un sistema industriale sotto pressione.
Lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, per anni cuore produttivo dell’automotive italiano, oggi lavora a ritmi ridotti,
l’indotto arretra,
l’occupazione si indebolisce
e, mentre si parla di futuro, il presente si deteriora.
Le promesse del 2024 — nuovi modelli, rilancio produttivo — sono state rinviate al 2028.
Un orizzonte che il territorio non può permettersi.
IL COSTO SOCIALE E' GIA' ALTISSIMO
Nel comunicato sindacale c’è una frase che pesa più di tutte:
“Il costo sociale che stanno sostenendo i lavoratori è già estremamente elevato e non sono più tollerabili ulteriori rinvii.”
Non è una posizione,
è una fotografia.
Dietro queste parole ci sono:
- cassa integrazione
- instabilità continua
- perdita di reddito
- famiglie in difficoltà
Mentre ai vertici si discutono strategie, nei territori si vive l’impatto reale delle scelte industriali.
IL TAVOLO DELLA REGIONE: OCCASIONE PER IL RILANCIO O SOLO VETRINA?
La convocazione dell’8 aprile in Regione Lazio rappresenta un passaggio importante, non solo simbolico, perché arriva in un momento decisivo,
a poche settimane dalla presentazione del piano industriale Stellantis del 21 maggio.
lo ha detto chiaramente anche Enrico Coppotelli segretario generale della CISL LAZIO:
Questa è la più grande vertenza industriale del Lazio.
E proprio per questo non può essere gestita con incontri occasionali.
Serve continuità.
Serve un tavolo permanente.
Serve una regia politica.
Il nodo vero: Produzione e lavoro,
la richiesta è concreta.
Non bastano conferme generiche sul segmento premium.
Serve produzione.
Serve saturare le linee.
Serve garantire volumi.
Per questo si fa sempre più forte la richiesta di affiancare ai modelli di fascia alta anche modelli più accessibili, capaci di dare stabilità produttiva e occupazionale.
Perché senza volumi, non c’è lavoro.
E senza lavoro, non c’è territorio.
IL RISCHIO DI UN OCCASIONE PERSA
Il punto è tutto qui,
la Regione ha risposto, ma ora deve decidere se questo tavolo sarà un passaggio formale, oppure l’inizio di un percorso reale,perché Cassino non può permettersi un’altra stagione di attese!
Non può aspettare il 2028!
Non può vivere di promesse!
LA PARTITA SI GIOCA ADESSO
Il prossimo piano industriale Stellantis sarà decisivo, ma il territorio non può arrivarci in silenzio, Cassino ha già parlato!
Ha riempito le piazze!
Ha scritto alle istituzioni!
Ha chiesto un confronto!
Ora tocca alla politica, perché senza scelte immediate, la crisi non si fermerà.
Continuerà a avanzare, e continuerà a colpire sempre nello stesso punto,
il lavoro!
Non è più tempo di rinvii, il messaggio è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni!
Cassino non chiede attenzione, chiede soluzioni,
perché senza industria non c’è sviluppo
e senza lavoro non c’è futuro.