SAXA GRES, ROCCASECCA CERCA UN FUTURO: ORA SERVE UN VERO PROGETTO INDUSTRIALE
«Dopo la liquidazione giudiziale arrivano le prime manifestazioni di interesse, ma non sono ancora offerte vincolanti. La partita decisiva sarà trovare un acquirente capace di garantire produzione, occupazione e continuità industriale».
Non è ancora il momento di parlare di salvezza, la vicenda saxa gres entra in una fase nuova.
Il 7 settembre, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si è svolto il primo incontro sulla vertenza dopo l'avvio della liquidazione giudiziale disposta dal Tribunale di Roma.
La curatela ha comunicato di aver già ricevuto manifestazioni di interesse non vincolanti e di aver avviato le attività necessarie per arrivare alla ricerca di acquirenti.
È un segnale importante, ma va letto correttamente:
Una manifestazione di interesse non è ancora un'offerta di acquisto e non equivale alla soluzione della crisi,è solo il primo passaggio di un percorso che dovrà portare alla pubblicazione dei bandi e alla raccolta delle offerte vere e proprie.
Il MIMIT ha dichiarato la propria disponibilità a sostenere le manifestazioni di interesse che possano garantire continuità produttiva, salvaguardia occupazionale e tutela del know-how.
LA PARTITA SI GIOCA SUGLI ASSET E SULLA CONTINUITÀ PRODUTTIVA
La curatela ha disposto perizie sul valore degli asset aziendali, le perizie dovranno essere depositate presso il tribunale e serviranno alla predisposizione dei bandi per la raccolta delle offerte.
Il punto fondamentale sarà capire se esistono soggetti realmente interessati a rilevare il patrimonio industriale e, soprattutto, se saranno disponibili a presentare un progetto capace di far ripartire la produzione.
Il MIMIT ha indicato continuità produttiva, occupazione e know-how come elementi centrali del percorso, ed è proprio qui che bisogna spostare la discussione:
Non basta trovare qualcuno disposto a comprare degli asset, serve un soggetto industriale disposto a investire in una fabbrica.
ROCCASECCA E IL FATTORE TEMPO
Per il sito di Roccasecca c'è anche una questione immediata.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la cassa integrazione per cessazione relativa a Saxa Grestone è in scadenza il 15 settembre e si lavora a una prima proroga di tre mesi, il MIMIT ha confermato che sono in corso interlocuzioni per il rinnovo degli ammortizzatori sociali per i lavoratori interessati.
Questo significa che esistono due piani distinti:
Il primo è garantire il reddito dei lavoratori durante la fase di transizione,
il secondo, molto più importante nel medio periodo, è creare le condizioni per il ritorno alla produzione.
Confondere le due cose sarebbe un errore, gli ammortizzatori possono proteggere temporaneamente i lavoratori, non possono sostituire un piano industriale.
IL TERRITORIO HA BISOGNO DI UNA PROSPETTIVA
La vicenda Saxa Gres è particolarmente importante per il Cassinate perché non riguarda soltanto una singola azienda, riguarda un patrimonio di competenze, professionalità e infrastrutture industriali costruito negli anni.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di una soluzione complessiva per gli stabilimenti del gruppo e la volontà di preservare il patrimonio occupazionale e produttivo.
Ora, però, il tema deve essere affrontato anche dal punto di vista della prospettiva industriale:
Quale attività potrà svilupparsi negli stabilimenti? Quali mercati potrà servire? Quali investimenti saranno necessari? Quanti lavoratori potranno essere coinvolti?
Sono queste le domande che dovranno trovare risposta quando arriveranno le offerte.
LA REINDUSTRIALIZZAZIONE È LA VERA SFIDA
La vicenda Saxa Gres dimostra ancora una volta quanto sia complessa la gestione delle crisi industriali.
Quando un'azienda entra in una fase di liquidazione, l'obiettivo non può essere soltanto accompagnare la cessazione dell'attività nel modo meno traumatico possibile, quando esistono condizioni concrete, bisogna lavorare per trasformare una crisi in un'occasione di reindustrializzazione.
Ed è qui che la politica industriale assume un ruolo decisivo:
Il MIMIT ha dichiarato di voler mettere a disposizione gli strumenti necessari per sostenere eventuali investitori interessati, ora bisognerà verificare quali saranno gli interlocutori effettivamente disponibili e, soprattutto, quali progetti presenteranno.
ROCCASECCA HA BISOGNO DI UN INVESTITORE, MA SOPRATTUTTO DI UN'IDEA INDUSTRIALE
Il rischio più grande sarebbe considerare la vendita degli stabilimenti come il punto di arrivo, non è così.
Un nuovo proprietario avrebbe senso soltanto se accompagnato da un progetto credibile di produzione e sviluppo, per questo la domanda che Free Words deve porre è semplice:
Chi arriverà a Roccasecca e, soprattutto, con quale progetto?
Quali prodotti?
Quali mercati?
Quali investimenti?
Quali volumi?
Quale occupazione?
Il valore di un'operazione industriale si misura anche attraverso queste risposte.
UNA PARTITA ANCORA APERTA
La vicenda Saxa Gres è ancora in evoluzione.
Ci sono manifestazioni di interesse, ma non ancora offerte vincolanti, ci sono perizie in corso, ma non ancora un nuovo acquirente, ci sono interlocuzioni sugli ammortizzatori sociali, ma non ancora una soluzione industriale definitiva.
È importante mantenere questa distinzione, perché soltanto così si può valutare con serietà ciò che accadrà nei prossimi mesi.
Il prossimo passaggio sarà legato alla predisposizione dei bandi e alla verifica concreta degli investitori interessati, il tavolo ministeriale tornerà a riunirsi il 25 novembre,e, fino ad allora, la parola chiave resta una:
REINDUSTRIALIZZAZIONE.
Roccasecca non ha bisogno soltanto di superare una fase di crisi,
ha bisogno di tornare ad avere una prospettiva produttiva e occupazionale stabile,
e questa prospettiva dovrà essere costruita attraverso un progetto industriale credibile, investimenti e lavoro.